domenica 23 dicembre 2012

Croccanti di miglio per capelli da fata

Ciao a tutti!!! Sono tornata, finalmente, dopo le ultime fatiche prima delle vacanze...
Ecco una ricettina buonissima, personalizzabile, semplice, economica etc etc a base di miglio.
Il miglio è un cereale fantastico, ricco di proprietà benefiche. E' molto antico, l'inizio della sua coltivazione risalirebbe addirittura al neolitico. Purtroppo oggigiorno non è più molto apprezzato, è considerato quasi solo mangime per gli uccelli!!! Questi ultimi, infatti, che spesso sono più saggi di noi, ne fanno largo consumo perchè il miglio permette loro di rinforzare il piumaggio. E' infatti ricco di vitamina A e del gruppo B (niacina, B6 e acido folico), calcio, ferro, potassio, magnesio e zinco. Inoltre, proprio come per il piumaggio dei nostri amici pennuti, il miglio è importantissimo per chi vuole avere una chioma sana, lucente e possibilmente lunghissima (è ricco di acido salicilico)...come me: mi sto ancora mangiando le mani per quel taglio drastico di capelli che ho fatto l'anno scorso, e adesso VI GIURO che sto mangiando quantità spropositate di miglio e sto notando i risultati! I capelli stanno crescendo in fretta, sono molto lucidi e ne perdo di meno. (Ovviamente è chiaro che se li maltrattate con tinte chimiche, spazzole assassine e piastre roventi potete mangiare tutto il miglio che volete però...insomma ci siamo capiti!!!)
La nota un po' dolente del miglio è che...non ha un gusto così fantastico. O meglio, può non piacere a tutti. In effetti il problema sta a monte, ed è il fatto che non siamo più abituati a mangiare cereali. E con cereali non intendo i biscotti del Mulino Bianco, o altre cose fasulle che ci propinano quotidianamente, ma CEREALI integrali o meno, serviti nel piatto: per intenderci, quand'è l'ultima volta che avete mangiato un piatto di minestra d'orzo? O del farro? I cereali sono molto importanti per il nostro organismo, perchè sono molto ricchi di sostanze nutrienti, a differenza della pasta che è praticamente sostanza morta. Non mi voglio dilungare troppo sulla buona o cattiva alimentazione, ne parlerò più avanti. Torniamo al nostro miglio: la seguente ricetta è pensata per rendere il miglio un alimento mangiabile un po' da tutti, e anche molto volentieri. Inoltre questa ricetta ha il vantaggio di non prevedere cotture prolungate, bolliture e così via, in modo da  preservare ancora meglio le proprietà altrimenti distrutte dal calore elevato e rendere il cereale più digeribile.
Gli ingredienti sono i seguenti, bisogna andare un po' ad occhio.
 
CROCCANTI DI MIGLIO AL CACAO
-miglio decorticato
-miele (malto, sciroppo d'agave etc, qualunque dolcificante viscoso)
-cacao amaro
-semi di sesamo
-semi di lino
(altri condimenti a piacere, come spezie, mandorle o nocciole tritate etc, quello che vi suggerisce la fantasia) 
-un po' d'acqua
 
Per prima cosa fate tostare il miglio in una padella antiaderente, mescolando sempre con un cucchiaio di legno, per circa 5 minuti (ad un certo punto sentirete un gradevole odore di miglio, andate avanti ancora un po' a tostare).
Versate il miglio ancora caldo dentro una ciotola capiente e aggiungete il cacao (per gli amanti del cioccolato: abbondate pure!!!), i semini che avete deciso di mettere, le altre eventuali spezie. Insomma, gli ingredienti secchi.
Poi aggiungete il miele a cucchiai, impastando con le mani e con poca acqua fino ad ottenere un impasto morbido (non molle!) e più o meno modellabile. Se vedete che l'impasto non sta tanto insieme, non importa, una volta asciugato si solidificherà.
Preparate una teglia non troppo grande con della carta forno e versateci sopra l'impasto, schiacciandolo in modo da formare una specie di "piadina". Io ho lasciato i contorni irregolari, voi potete farlo tondo o quadrato, l'importante è che sia abbastanza sottile, quindi schiacciatelo bene.
Adesso arriva la parte più interessante: niente forno, niente padella, niente di niente. Solo un termosifone!!!! In effetti possiamo tranquillamente sfruttare il calore del termosifone per fare seccare il nostro croccante, d'estate l'avremmo fatto al sole. Sfruttiamo una sola energia per più scopi! Faremo così un dolce anche ecologico, oltre che gustoso e benefico!
Questo biscottone, che poi potrete spezzare o tagliare a vostro piacere quando è ancora un po' morbido ci metterà un paio di giorni ad indurirsi completamente. Dipende per quanto tempo restano accesi i vostri termosifoni! La cosa migliore da fare (anche se sarà un po' difficile) è dimenticarselo!
Una volta pronti, questi croccanti saranno perfetti per la colazione (non credo che reggano l'inzuppamento, però...), per spuntino e in qualunque momento ne abbiate voglia. I miei sono spariti nel giro di due giorni!!!!! Erano troppo buoni!
 
E poi vedrete i risultati sui vostri capelli...a breve farò un post proprio su come trattarli al meglio.
 
Alessia
 
 

lunedì 12 novembre 2012

Eco - consigli: ...e luce fu (spenta)!

Ultimamente sto soffrendo di quella che chiamo "mania da spegnimento luci compulsivo", ovvero se c'è una stanza (vuota) con la luce accesa subito indosso la mia armatura di salvatrice di energia e vado a spegnerla.

Esistono delle informazioni genetiche che, una volta trasmesse ai figli, spariscono dai genitori? Se si, questa mania fa parte di questa categoria! Giusto qualche anno fa era mio papà ad occuparsi dello "spegnimento luci inutilizzate", e quando si arrabbiava perchè di sera erano accese tutte le luci della casa pur essendoci solo io e lui, io pensavo tra me e me: "ma guarda che fanatico!!!!". Quando poi sono maturata ho capito che in effetti aveva ragione (ed è stato in quel momento che tutto il suo fanatismo è scomparso...anzi adesso è diventato uno sprecone!!! =D)

Scherzi a parte, cerchiamo tutti di farci un po' caso: quando vediamo una stanza con la luce accesa e sappiamo che nessuno la sta utilizzando, pensiamo che quella è tutta energia buttata via. Energia che arriva molto probabilmente da fonti non rinnovabili e che noi stiamo sprecando.
Basta farci attenzione un po' di volte e vedrete che diventerà una sana abitudine. E anche le bollette saranno alleggerite!

p.s. Non ho citato anche la ottima abitudine di staccare le spine dagli elettrodomestici e di spegnere le ciabatte (quelle con tante prese). La maggior parte delle volte ce ne dimentichiamo e quelle ciucciano un bel po' di energia!

sabato 10 novembre 2012

Latte di nocciole e cocco

Chi ha mai sentito parlare di latte vegetale? Ne esistono vari tipi, di cereali (latte di riso, avena, orzo, miglio...), di semi oleaginosi (latte di mandorle, di nocciole, di noci...), di legumi (latte di soia...)
Ovviamente non è un vero e proprio latte, ma una bevanda ricavata dai vegetali che ho elencato prima, ricca di proprietà benefiche per l'organismo.
E' da poco che mi sono appassionata a fare vari latti vegetali, perchè innanzitutto la trovo un'attività rilassante e magica: quando si vede comparire il latte  bianco nel frullatore è sempre un'emozione! Poi io lo preferisco al latte vaccino sia per motivi etici che per motivi nutrizionali. Infine, si può comprare al supermercato (in particolare nei negozi di alimenti naturali) ma spesso e volentieri è addizionato con dolcificanti dubbi, e altre sostanze altrettanto dubbie, quindi farlo in casa permette di scegliere le materie prime migliori e di RISPARMIARE moltissimo! Faccio un esempio:
per 3 L di latte di soia autoprodotto servono 250 g di soia gialla, che in negozio costa circa 2 euro per mezzo chilo. Se compro invece 1 L di latte di soia pronto mi costa 3-4 euro. Vedete bene quanto convenga farlo in casa.
Ma veniamo alla ricetta che voglio proporvi oggi. E' un latte fatto a partire da semi oleaginosi come le nocciole e il cocco, e in effetti il latte che se ne ricava è bianchissimo! E poi ha un profumo e un gusto fantastici! Devo dire che non dura molto, nel frigo, perchè ce lo beviamo tutto molto in fretta!
Ecco la ricetta:
-mezza tazza di nocciole sgusciate
-tre cucchiai abbondanti di farina di cocco
-un litro di acqua
-dolcificante a piacere: io ho usato malto di riso, si può usare zucchero di canna o anche bianco, a vostro rischio e pericolo =P
La sera prima metto in ammollo le nocciole sgusciate in acqua fredda. La mattina dopo le sciacquo e le metto in un frullatore capiente insieme alla farina di cocco.
Nel frattempo faccio scaldare il litro di acqua fino a portarlo a pre-ebollizione (quando vedo che comincia a fare le bollicine sul fondo spengo). Verso l'acqua nel frullatore sopra nocciole e cocco, chiudo e comincio a frullare: magico il momento in cui il tutto si trasforma in un latte bianchissimo!
Una volta frullato per un minuto, filtro il latte con un telo di cotone pulito (non con detersivi chimici) e lo "mungo" bene per estrarlo tutto. La polpa che rimane potrà essere usata per fare dei biscottini gustosi. Non buttatela via! Contiene ancora molti nutrienti.
Ecco, il latte è pronto e avrà un profumo....mamma mia.
Spero che proviate a farlo, è una delizia.
Alessia

mercoledì 31 ottobre 2012

Felice Samhain!

Anche il mio blog, come la natura intorno a noi, si è tinto di calde sfumature autunnali: arancione, giallo, un po' di nero. Stiamo entrando nella metà fredda dell'anno, ed ecco che questi colori ci ricordano un po' il calore dell'estate che ormai è passata, ma anche il fuoco che i fortunati potranno vedere ardere nel caminetto (magari!!!) durante i prossimi mesi. La natura stessa ci dona frutti di questi colori: la zucca, i cachi, la piracanta, gli alchechengi, le giuggiole, e gli agrumi, per portare un po' di calore nelle nostre case.
Piracanta
E' ormai cominciato il periodo di Samhain:
"Samhain, capodanno celtico, è passaggio, soglia, conclusione e inizio. E' conclusa la stagione del verde e inizia la vita del seme, il suo tempo nella terra prima della sua futura vita di pianta. Samhain è il tempo dell'ultimo raccolto, degli ultimi frutti, i più dolci e ricchi che ci sosterranno nel lungo inverno. Ed è l'inizio dell'attesa, del tempo interiore della preparazione, del buio. Il tempo in cui i semi dimorano nella terra quieta. E' il buio da cui tutto ha inizio, il silenzio da cui sorgerà la prima vibrazione, quel vuoto iniziale che deve essere, perchè possa compiersi la nascita. Tempo prezioso e necessario. Tempo di riposo e di ascolto silenzioso.  Soglia di questo passaggio, del limitare tra vita, morte e vita, Samhain è porta aperta fra le dimensioni del tempo e delle esistenze. [...]
Samhain è quindi il tempo in cui il semestre scuro comincia. È la fine del ciclo agricolo e della raccolta finale. Qualunque cosa lasciato nei campi dopo Samhain, è proibito raccoglierlo poichè ora appartiene agli spiriti della natura. È giunto il tempo di prepararsi per l'oscurità che verrà. È tempo di concludere qualsiasi commercio non finito in estate, è tempo di saldare i debiti e i crediti ed eventualmente di riscuotere gli interessi.
È una delle due " notti degli spiriti ", l'altra è Beltaine. È quando il velo fra i mondi si assottiglia e la comunicazione fra noi e le anime erranti dei morti si fa più facile. I fatati e gli spiriti sono particolarmente attivi in questa notte. [...]
È egualmente uno dei tanti momenti di onorare e ospitare gli antenati morti.
Le preghiere e gli alimenti sono lasciati sui gradini della porta ed i portelli degli altari sono lasciati aperti e le sedie supplementari sono messe fuori. I focolari sono puliti ed i focolari domestici sono riaccesi da un falò comune sacro che è acceso per sfregamento."

...e infine la leggenda di Jack O' Lantern, il protagonista indiscusso della festa di Halloween:
"ack O'Lantern (conosciuto anche come Lantern Man, Hob' O Lantern, Fox Fire, Corpse Candle Will O' The Wisp, o semplicemente Will) nasce da una leggenda irlandese che parla di un imbranato ("Ne'er-do-well" = Non ne combino una giusta) chiamato Stingy Jack. Quest'uomo, noto giocatore d'azzardo e bevitore, durante una notte di Halloween invita il Diavolo a bere con lui nella sua casa. Dopo la bevuta escono nella notte e Jack, sempre in cerca di scommesse, sfida il diavolo affermando che non sarebbe riuscito ad arrampicarsi su un albero. Il Diavolo, sorridendo, salì sull'albero con facilità, e Jack incise una croce sulla corteccia. A questo punto il Demonio era in trappola a causa del simbolo sacro, e Jack gli propose un patto: il Diavolo, se voleva poter tornare a terra, doveva promettere di non tentarlo più: solo allora avrebbe tolto la croce dall'albero. Il Diavolo accettò. Quando, anni dopo, Jack morì le porte del Paradiso gli furono negate a cause dei suoi vizi. Jack si diesse allora verso l'inferno, ma il Diavolo gli impedì l'accesso per vendicarsi del tiro mancino che gli aveva giocato, ma gli diede un tizzone ardente per illuminare il suo cammino nell'oscurità. Jack mise il tizzone in una rapa (o cipolla) svuotata per farlo durare più a lungo, e prese a vagare nell'oscurità. Ogni notte di Halloween, quando le porte dell'Oltretomba si aprono, Jack torna a passeggiare in questo mondo con la sua brace ardente".


tratto dal bellissimo sito Il cerchio della luna (http://www.ilcerchiodellaluna.it/pag_set_frame.htm?central_calend_samhain.htm)

Concludo con l'augurio di un felice Samhain o Halloween che dir si voglia, e un felice rintanamento autunnale!!! Poi con questa pioggia viene proprio voglia di chiudersi in casa al calduccio!
Ale

sabato 15 settembre 2012

Petizione contro la caccia senza limiti in Lombardia


Dalla mail della Lav:
"Il Consiglio Regionale della Lombardia sta per approvare una norma che consentirà di abbattere oltre mezzo milione di uccelli migratori protetti, attraverso la pratica della “caccia in deroga”.
Questa pratica è stata condannata più volte dalla Corte Costituzionale, dalla Corte di Giustizia e dalla Commissione Europea, ma i consiglieri lombardi sembrano non prendere in considerazione questo dato, infatti ogni anno propongono leggi che restano in vigore giusto il tempo per abbattere migliaia di animali protetti e favorire gli interessi dei cacciatori.
Abbiamo documentato gli effetti di questo tipo di attività, un video che testimonia la crudeltà di questa pratica, ma non è bastato per fermare il Consiglio Regionale.
Non restiamo a guardare, facciamo sentire la nostra indignazione.
Non c’è tempo da perdere, scrivi subito ai consiglieri regionali, perchè la “caccia in deroga” è una pratica illegale e insostenibile."

Link del video:

Il video mi ha sconvolto, come credo possa sconvolgere tutti coloro che hanno un minimo di sensibilità verso le cose viventi. Non è niente di particolarmente crudo, ma fa montare la rabbia dentro.
Eliminare la caccia è un'utopia. Ma limitarla NO. E credo che tutti noi possiamo fare un piccolo gesto per raggiungere questo obiettivo.
Lo dobbiamo, a questi piccoli animali, che non hanno nessuna colpa se non quella di seguire il loro ciclo naturale di vita. Chi autorizza uno spregevolissimo essere umano (che pensa di essere superiore ma così facendo dimostra di essere molto inferiore) a uccidere e ferire centinaia di piccoli uccelli? Cercando addirittura di non perdersene uno? Se è la classe politica ad autorizzarlo, allora dobbiamo considerarla l'ennesima prova che la nostra classe politica è SBAGLIATA e CORROTTA. E dobbiamo assolutamente reagire.

Chi ha detto che la caccia è uno SPORT?!?!?!?!? Avete mai visto in una gara di nuoto o di pallavolo o di corsa ad ostacoli tirare fuori una pistola per ammazzare gli avversari?
La caccia non è uno sport, perchè lo sport è COMPETIZIONE con qualcuno al tuo stesso livello. E in questo caso è evidente che quei poveri animali non sono allo stesso livello dei cacciatori, ma sono inermi e impotenti.
La caccia nasce come modo di procacciarsi il cibo, non come VIOLENZA PURA nei confronti degli animali. Nei tempi moderni, tempi di supermercati, industria alimentare e illimitata disponibilità di cibo per l'uomo, un fenomeno come la caccia è INUTILE E DEPRECABILE.
Cerchiamo di limitarlo, per quanto sia possibile.

domenica 2 settembre 2012

AutoProduzioneCosmeticaenonsolo - ovvero come salvare la nostra pelle, il pianeta e i nostri soldi

Molte persone si chiedono "Perchè devo farmi i cosmetici in casa?!?!?! Non sono tanto cooooomodi quelli già pronti per essere spalmati sulla mia faccina?!?!?". E' una domanda lecita.
Sicuramente, per farsi da sè i cosmetici:
1) ci va una certa dose di buona volontà e pazienza

2) per non parlare del tempo (ma in realtà, su questo ci tornerò, non ne serve poi così tanto)

3) bisogna avere una passione incondizionata per il FARE con le proprie mani, pastrocchiare, impastare, frullare, mescolare, proprio come per la cucina

4) bisogna considerare il NOTEVOLE risparmio economico. Io, per fortuna, non ho mai comprato cosmetici costosi, da profumeria insomma, primo perchè non avevo soldi da spendere e poi perchè mi sembrava un'assurdità! Un vasetto di crema da 50 ml arriva a costare cose come 50 euro. Cioè, facendo un semplice calcolo, 1 euro per ml. ODDIO!!!! Avete presente quant'è 1 ml!!!! E' una quantità infinitesimale!!! Lo stesso vasetto, magari riciclato, riempito di una buonissima e naturalissima crema fatta con le proprie mani, facendo il calcolo di tutte le materie prime utilizzate, può arrivare a costare meno di 1 euro (ovviamente dipende da cosa si usa! Acqua di rose di Damasco, olio di albicocca del Perù e cera delle api della Tanzania possono rendere il vostro prodotto un po' più costoso...). Potete ben capire, in questo periodo di crisi mondiale, quanto possa valere una cosa come l'autoproduzione, e questo non riguarda solo la cosmetica ma un sacco di altre cose. Ma non perdiamoci.

5) bisogna considerare ciò che le orrende aziende chimiche e cosmetiche mettono nelle loro creme. Ed ecco arrivati ad un discorso spinoso: l'INCI. Cioè gli ingredienti di un cosmetico, che per obbligo di legge devono essere scritte sulla confezione, con caratteri così piccoli che nemmeno si leggono con la lente (e questo puzza). Non mi dilungo particolarmente su questo discorso, perchè su Internet si trovano già moltissime informazioni. Posso darvi un consiglio: come leggete gli ingredienti dei prodotti alimentari (si spera) leggete gli ingredienti dei cosmetici! A prima vista sembrano scritti in un linguaggio a metà tra il latino e una lingua aliena piena di h, y, x, k insomma sono impronunciabili e a volte lunghissimi. Ma c'è il sito che ci salverà da queste porcherie cosmetiche e adesso ve lo linko:

chi non lo conosce, ormai? E' la bibbia degli ingredienti cosmetici. Ogni sostanza è indicata da pallini rossi, gialli, verdi in base a due criteri:
-pericolosità accertata o meno per l'organismo e/o per la pelle
-biodegradabilità, ovvero pericolosità o meno per l'ambiente

Si può cominciare così, magari controllando l'INCI di un cosmetico (ahimè) già bell'e che comprato, oppure se si riesce a trovare l'INCI sul sito della casa cosmetica sarebbe ancora meglio. Purtroppo non tutte le case lo mettono online, e questo è segno di poca trasparenza.
Quindi, finisco il punto 5. I cosmetici industriali sono pieni zeppi di sostanze:
-a basso costo per il produttore (ma evidentemente non per il consumatore)
-di bassa qualità cosmetica (in questo caso il prezzo basso corrisponde a bassa qualità, ma non è sempre così)
-chimiche, ovvero prodotte in laboratorio e non naturali/vegetali
-aggressive per la pelle e i capelli, assolutamente non delicate
-non biodegradabili e quindi inquinanti per l'ambiente (shampoo, bagnoschiuma)
-nel peggiore dei casi tossiche e causano allergie.
Tutti questi punti sono in un modo o nell'altro correlati tra di loro.
Se leggere queste cose vi ha creato un incredibile fastidio (=S) allora siete sulla strada giusta per l'autoproduzione.

Ho scritto il solito post chilometrico. Ma ci sono tante cose da dire ancora!
Per esempio, LA PUBBLICITA'. Mi era venuto in mente di creare un'etichetta, un gruppo di post in cui prendevo una pubblicità a caso e la commentavo nella sua assurdità estrema. Secondo me la pubblicità è utile ma va interpretata, proprio come per i testi sacri. Non si può leggere alla lettera!!!!!
Se una pubblicità sostiene con fermezza che quella crema vi farà ringiovanire/diventare più belle/vi toglierà ogni imperfezione dalla pelle, crederle è come leggere sulla Bibbia che la Terra è piatta. Va beh, mi sto addentrando in terreni un po' critici.
Comunque penso che prima o poi comincerò con queste critiche alla pubblicità. Il succo della questione è che di ingredienti anti-età, anti-imperfezioni, anti questo, anti quello, quella crema tanto pubblicizzata ne contiene uno 0,1 percento, SE VA BENE. Le creme non fanno miracoli, soprattutto quelle industriali!!!! Quelle casalinghe, beh, se fatte bene e con il cuore, possono darci una grande mano!
Basta, questo post sta diventando un po' troppo lungo.
Continuerò questo discorso parlando della mia esperienza, di come ho cominciato, che fonti ho consultato etc, ma IN UN ALTRO POST! BASTA!
mi raccomando l'INCI!
Ale

mercoledì 8 agosto 2012

Riciclo intelligente: crema corpo

Mi stufo moooooolto in fretta delle creme per il corpo, che non ho sempre voglia/tempo di mettere e che quindi rimangono lì per un sacco di tempo.
(in realtà mi stufo un po' di tutti i cosmetici, compresi quelli fatti da me...=)
Per cui sono sempre in cerca di un modo per riciclarli.
Le creme che abbiamo in casa si suddividono in due categorie fondamentali:
1) creme con un INCI pessimo, che non ci metteremmo nemmeno nell'angolino più recondito del nostro corpo,
2) creme con un medio - buon INCI, quindi anche quelle homemade (a patto che non le facciamo anche noi con olio di petrolio spremuto a freddo...hihihihi difficile!), che ci spalmeremmo volentieri, se non avessero un odore e un colore che solo a vederlo/sentirlo alziamo gli occhi al cielo sospirando un "NONNEPOSSOPIU" (dite che non vi è mai capitato....non ci credo).
Bene: questo riciclo che propongo (che in realtà sono due) è destinato esclusivamente alle creme che appartengono alla categoria 2, perciò prego tutte le altre creme di allontanarsi, grazie.

L'esperimento è fresco fresco di stasera (fresco è un po' esagerato, essendo Torino diventata a clima tropicale - ci mancano solo le liane e le scimmie dell'Amazzonia e poi sarebbe tutto perfetto - sono proprio esagerata...). Prima di farmi la doccia mi è caduto l'occhio su un gigantesco barattolo di crema dell'Erbolario. Si può dire la marca? Troppo tardi argh!
Allora con sorriso maligno l'ho preso e l'ho usato brutalmente per i seguenti scopi:
- mescolato con farina di mais per creare un favoloso scrub lavante senza-bisogno-di-ulteriore-bagnoschiuma
- balsamo (non gli davo un minimo di fiducia, mi sembrava troppo poco all'altezza del compito, e invece si è rivelato proprio bravo)

Non metto le foto dello scrub perchè assomiglia molto al pastone per le galline, con cui uno non si vorrebbe mai lavare......a meno che non sia una gallina....va beh.
C'è da dire che questo scrub ha fatto un eccellente lavoro, sia dal punto di vista grattuggiante (non troppo violento ma abbastanza lavante) che dal punto di vista idratante. La mia pelle, che dopo una passata di bagnoschiuma è stopposissima, questa volta era di una liscezza allucinante! Bello bello. Molto bello. Con un gradevole profumo di limone.

Come balsamo (non si emulsiona molto con l'acqua dei capelli bagnati ma si riesce a stendere abbastanza) ha funzionato anche bene. Applicato solo sulle punte, lasciato un po'...e poi...capelli morbidi!
Sono contenta!
In realtà quello che ha funzionato con la mia crema non è detto che funzioni con altre creme, bisogna sperimentare! L'importante è che non siano "creme schifo". Se cercate su internet un loro possibile riciclo, parlano di usarle come creme da "barba" per le gambe, o per gli oggetti in pelle...per fortuna qui in casa sono l'unica ad usare creme per il corpo, per cui essendo abbastanza fascista dal punto di vista "ecobio cosmesi" di creme schifo non ne ho! FUORI DA QUESTA CASA!!!! NON VI VOGLIO NEMMENO VEDERE!!!
Insomma, vi auguro un buono e sano riciclo cremoso!
Elarutan

mercoledì 11 luglio 2012

Lavarsi con le farine

Eccomi, dopo l'ultimo esame andato a buca (OLE'!!!!), riesco finalmente a scrivere il primo post di cosmetica/spignattamento/faidate/homemade...

Parliamo di farina. Ecco, voi penserete subito a quella di frumento per fare le torte...SBAGLIATO! Per il nostro scopo useremo delle farine un po' particolari.
Ecco qualche esempio:
- farina di mais
- farina di cocco (cocco grattuggiato)
- farina di riso
- farina di avena
- farina di grano saraceno

In genere queste sono le farine più adatte per lavarsi. Le prime tre hanno un piacevole effetto scrubbante, ma in generale tutte sono perfette per detergere viso e corpo in maniera delicata. Il principio che le farine usano per tirare via lo sporco non è sicuramente lo "sgrassaggio" come con i tensioattivi, ma è un delicato assorbimento di grasso e schifezze varie. In più, l'amido contenuto nella farina addolcisce molto la pelle, che una volta lavata in questo modo non tira, perchè lo strato protettivo naturale non viene portato via.

Detto questo, il lavaggio con la farina potrebbe sembrare un po' "pasticcione"...del tipo che nel lavandino si crea un blob bianchiccio e molle che vi si appiccica alle mani e alla faccia.
Niente paura! Bisogna solo prenderci la mano! Ognuno troverà dei dosatori adatti. Io per esempio ho escogitato questa cosa:

La foto è orrenda, pardon. Ma il soggetto è fantastico! E' uno di quei barattolini delle spezie, con i buchini piccoli ed è perfetto per dosare la farina! Tra l'altro l'ho personalizzato con degli smalti un po' shocking (soprattutto quello giallo canarino che mi chiedo ancora ad oggi perchè l'ho comprato...ma andrà a finire che me lo rimetterò di nuovo), è un'idea carina se avete dei barattoli di vetro normale e degli smalti che non usate più. Potete sbizzarrirvi!
Bando alle ciance, il procedimento è questo:
- inumidisco il viso
- verso un po' di farina sul palmo della mano o, meglio sulle dita
- spalmo sul viso umido
- massaggio un po', soprattutto se uso farine scrubbanti
- risciaquo e...VIA! Pronti per una giornata super-stressante!!!

Vi garantisco che la pelle è davvero morbida e pulita! Poi ci si può sbizzarrire (un po' come in tutte le cose), si possono provare vari mix di farine, a seconda della vostra pelle, aggiungere altre polveri, come il CACAO (che va seeeempre bene e rende la pelle anche vagamente abbronzata), erbette polverizzate (rosmarino, spezie come cannella o zenzero), argille. Bisogna sempre verificare di non essere sensibili a queste sostanze, per esempio le spezie potrebbero arrossare il viso.
Io, che ho la pelle grassa, sto provando un mix interessante (lo vedete nella foto):
- farina d'avena (delicata e addolcente)  2/4
- farina di riso (leggermente scrubbante) 1/4
- rhassoul (un'argilla marocchina purificante, chi non la conosce, ormai?) 1/4

Per il corpo ovviamente il contenitore dovrà essere più grande e mi raccomando, non deve entrare acqua! Altrimenti le farine saranno ad alto rischio di ammuffimento, e altre cose altrettanto inquietanti.
Per cui per la doccia potete prendere la quantità che vi serve e lasciare il contenitore generico in salvo. Un accorgimento per prolungare la vita delle vostre farine lavanti è quella di inserire nel contenitore dei chiodi di garofano. Profumano piacevolmente e fungono da antibatterici.

Buona "infarinata"!!!
Ale




venerdì 29 giugno 2012


Premesso che il calcio mi appassiona quanto guardare una cacca per strada, in questo specifico caso non mi lascia solo indifferente: mi fa arrabbiare in una maniera tremenda. Sapere tutto quello che c'è stato dietro a queste partite, PER queste partite, mi riempe di rabbia e tristezza. Gli istinti omicidi, posso garantire, vengono anche alle persone più tranquille.
Ma ciò che più mi fa arrabbiare è sentire l'inno d'Italia, urlato con tutto il cuore, urlato con tutto l'egoismo del mondo. Perchè le persone non si rendono conto? O meglio, perchè una volta che si sono rese conto, non fanno niente? Rimangono lì impassibili a vedersi la loro idiota partita, tifando per un'Italia che avrebbe bisogno di ben altro sostegno, primo, e poi dovrebbe schierarsi tutta intera contro questi Europei schifosi, per i quali sono morti centinaia di migliaia di cani innocenti. Sono morti PER gli Europei.
Vi sembra una giusta causa? A me no. Massacrati quasi con gioia, perchè la città deve essere pulita, mentre in realtà è ancora più sporca di prima. Perchè non sono i cani randagi che sporcano la città, sono gli uomini che sporcano il mondo con la loro violenza immotivata.
NO agli Europei 2012
NO alla violenza sugli animali

giovedì 28 giugno 2012

elogio della non metodicità?

Eccomi.
Ogni tanto immersa fino a sopra i capelli nella melma degli ultimi (!!!) due esami riesco a tirare fuori la testa, a respirare (con il naso sporco di melma) e a trovare qualche tavola di legno su cui aggrapparmi per un po' di tempo.
Va bene, io parlo sempre come mangio, l'avrete capito.
Una di queste tavole di legno, un po' tarlicchiata ma che forse regge ancora, è la musica, anche se ultimamente è diventata piuttosto sdrucciolevole, ed è facile che mi faccia scivolare di nuovo nella melma! In parole povere e comprensibili, sto preparando l'esame di ammissione di piano jazz al Conservatorio di Torino, dopo ben...mh...quanto fa 22 meno 6...@.@ 16 anni di noiossissimo piano classico.
E va beh.
Cerchiamo di attenerci al titolo del post! Sono una persona non metodica, e questo mi ha creato abbastanza problemi, anche se sono sempre riuscita a superarli perchè, cosa altrettanto importante, sono molto fortunata!
Ho sempre invidiato quelle persone perfettine che fanno sempre le cose come vanno fatte, nell'orario in cui vanno fatte, nel modo in cui vanno fatte. Io invece: voglio andare a correre e piena di esaltazione mi dico "BENE! Tre volte a settimana, qui non ci piove! E se ci piove, allora cyclette!". Vado a correre la prima volta e poi improvvisamente chissà come mai non ho più tempo, devo fare un sacco di cose, etc. fino a quando non mi ridico "BENE! Tre volte a settimana...etc etc.".
Oppure "Oggi devo studiare questo, questo, quest'altro". E poi mi ritrovo a stare sul pc o al telefono fino a ora di cena. Che vergogna!
Per la cura del corpo non parliamone! E lì la routine è la cosa veramente efficace! Cioè essere ripetitivi, fare SEMPRE le stesse cose! Tutti i giorni! L'unico ambito forse in cui la routine non è dannosa ma molto utile. Due impacchi ai capelli alla settimana. Mattino lavare il viso e mettere crema. Sera lavare il viso e mettere crema. Dopo la doccia mettere crema. MACCHE'!!!!!!!!!!!!!!
E quindi: niente routine, niente risultati!
La conclusione di questo noiosiiiiiiiiiiissimo post è che:
sono fiera di non essere metodica ma in realtà neanche tanto.

E con questo vi lascio riflettere su tutte le cavolate che ho scritto!

Ale